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Sommario
numero 196 ottobre2021


Ricerche e approfondimenti

La Schola Fiorentina.
Una miniera di composizioni per chitarra
di Vincenzo Saldarelli

Armonia, chitarra e dintorni
di Giulio Odero

La chitarra in Spagna e, in particolare, a Madrid durante la seconda metà del secolo XVIII e gli inizi del secolo XIX Quinta parte:
La musica punteada
di Ricardo Aleixo

Ferdinando Carulli: un aggiornamento biografico tra dati storici e ipotesi a 250 anni dalla nascita di Romolo Calandruccio (sesta parte)

Idee a confronto

Recensioni Musiche Dischi
Corsi e concorsi



Francisco Simplicio
Francisco Simplicio - Luthier
Diego Milanese - Umberto Piazza


Stefano Grondona
"Nocturnal"


CD Stradivarius
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(spese di spedizione incluse)



Mauro Giuliani

Rarities and Masterpieces

Der Abschied derTroubadors
Sei arie nazionali scozzesi
2 Rondò op. 68
Sechs lieder op. 89
Gran variazioni op. 114

Massimo Felici & Ensemble '05
Damiana Mizzi, soprano
Antonia Valente, fortepiano
Friederike Starkloff, violino



Davide Ficco, l'opera integrale di
Bruno Bettinelli
cd Naxos in tiratura limitata,
disponibile solo presso la nostra redazione
(anche per i non abbonati)

NEW "ricerca articoli - indice dal n. 141 al n. 190" -download PDF-


Editoriale del n. 196 ottobre 2021

Nella Firenze postbellica, piena di fervori sociali e culturali, sotto l’ala di Luigi Dallapiccola si formò un «Gruppo dei Sei» italiano che, essendo composto da fiorentini purosangue o di adozione, prese il nome di Schola Fiorentina. I sei erano: Bruno Bartolozzi, Carlo Prosperi, Arrigo Benvenuti, Sylvano Bussotti, Alvaro Company e Reginald Smith Brindle. Troviamo composizioni per e con chitarra nella produzione di tutti i componenti del gruppo, sicuramente anche grazie alla presenza di due chitarristi, Alvaro Company e Reginald Smith Brindle. Vincenzo Saldarelli, con il suo articolo La Schola Fio­rentina. Una miniera di compo­sizioni per chitarra, rende omaggio a questo capitolo poco conosciuto della vita culturale fiorentina e ai personaggi che diedero vita alla Schola. In particolare, con la pubblicazione dell’articolo durante il 2021, vogliamo salutare i novant’anni di Alvaro Company (classe 1931).

Nelle «Idee a confronto» del numero scorso abbiamo pubblicato la lettera di un nostro abbonato, affascinato dall’armonia e dalle possibilità armoniche della chitarra, che esprimeva il desiderio di vedere dedicata qualche pagina della rivista «alle armonie di Sor e Giuliani». Abbiamo girato l’invito ai nostri lettori e collaboratori nella speranza di ricevere, prima o dopo, un contributo. Non ci aspettavamo una risposta così fulminea né pensavamo di poter esaudire il desiderio del nostro abbonato a «stretto giro di posta». Invece, Giulio Odero ha bruciato i tempi ed ecco a voi il risultato: Armonia, chitarra e dintorni. L’argomento è certamente vasto e vi sarebbero diversi modi per trattarlo. L’invito rimane quindi valido: chi vuole proporre il proprio punto di vista, trattare l’argomento da una differente angolazione o prendendo in considerazione brani diversi, si faccia avanti.

Con il capitolo dedicato alla tecnica del punteado e alle musiche che lo utilizzavano si conclude la serie di articoli che Ricardo Aleixo dedicò alla chitarra in Spagna, e in particolare a Madrid, a cavallo tra i secoli XVIII e XIX. Grazie a questi scritti abbiamo potuto seguire il percorso della chitarra, della sua tecnica e del suo repertorio dal barocco e dalla musica popolare al preclassicismo e alla musica colta, passaggio che si è verificato grazie alla predominanza della tecnica del punteado, che ha gradualmente soppiantato il rasgueado relegandolo al folklore.

Ultimo degli articoli in questo numero è la sesta parte della «Carulliade» di Romolo Calandruccio. Avrebbe dovuto essere l’ultima, ma non è stato possibile: il materiale era troppo. La biografia di Ferdinando, tuttavia, termina qui e rimane per il prossimo numero la parte relativa ai suoi familiari. La documentazione fornita in questa puntata ci rivela la popolarità e il prestigio immensi di Carulli come didatta in entrambi i lati dell’oceano. Veniamo anche a conoscere i suoi allievi veri ma anche chi eseguiva le sue composizioni e dichiarava di seguire il suo Metodo pur non avendo studiato con lui. Un paragrafo interessante di questa puntata riguarda anche Giulio Regondi agli esordi della sua carriera di bambino prodigio.

Purtroppo abbiamo alcune tristi notizie da condividere. L’11 agosto è mancato il direttore d’orchestra Gianluigi Gelmetti (nato a Roma nel 1945) e tutto il mondo musicale ha pianto la sua scomparsa. Da quanto abbiamo potuto vedere, negli articoli e necrologi apparsi sui giornali non emerge mai il suo passato di chitarrista. Gelmetti è stato un talento musicale precoce. Faceva parte della classe di chitarra di Benedetto Di Ponio accanto a Oscar Ghiglia e Giuliano Balestra: lo possiamo vedere nella foto di classe a p. 9 del n. 194 della nostra rivista, quindicenne, in mezzo ai suoi compagni di setto-otto anni più grandi. E da quindicenne iniziò a frequentare l’Accademia Chigiana, prima i corsi di Segovia e poi quelli di direzione d’orchestra con Franco Ferrara. Era una personalità poliedrica, il mondo della chitarra probabilmente gli stava stretto e lo abbandonò del tutto – dopo aver insegnato per qualche tempo chitarra presso il Conservatorio di Sassari – per dedicarsi a tempo pieno alla direzione d’orchestra con i risultati che tutti sappiamo.
Per i chitarristi milanesi è stato un duro colpo la perdita di Aldo Minella, scomparso il 9 settembre. Nato a Milano nel 1939 è stato uno degli allievi più rappresentativi di Andrés Se­govia, il cui verbo Aldo ha trasmesso a generazioni di allievi presso la Scuola Civica di Milano per tutta la durata della sua carriera di insegnante. Mancherà a tutti. Non c’è stato tempo sufficiente per preparare l’In memoriam che però pubblicheremo sul prossimo numero. Chi vuole contribuire con un ricordo di Aldo, un aneddoto o un pensiero è il benvenuto. Mentre scrivevamo queste righe ci siamo resi conto di una strana coincidenza: nel concorso Radio France di Parigi (concorso che per molti anni fu il trampolino di lancio per la carriera internazionale dei suoi vincitori) la finale dell’edizione 1963 fu quasi interamente italiana. Oscar Ghiglia vinse il primo premio che fu anche l’unico assegnato. Gli altri due finalisti italiani erano Aldo Minella e il diciottene Gianluigi Gelmetti. Avevamo finito la prima stesura di queste pagine avendo scritto che l’articolo sulla Schola fiorentina era un modo per omaggiare i novant’anni di Alvaro Company e Sylvano Bussotti. Purtroppo abbiamo dovuto correggere l’affermazione, dopo aver appreso che Bussotti si era spento qualche giorno prima, il 19 settembre. Il mondo dell’arte perde una delle figure più geniali, poliedriche e controverse di quella gloriosa generazione.

E per finire con una nota positiva, vogliamo ricordare alcune ricorrenze. Nel 2021 le edizioni Tecla hanno compiuto cinquant’anni (guardate la pubblicità a p. 24 e approfittate dello sconto offerto). Negli anni Settanta del secolo scorso nella storia della chitarra si è verificata una svolta culturale che nel decennio successivo avrebbe consegnato un mondo chitarristico nuovo, informato, moderno. Alcune delle pietre miliari di questa svolta furono, dopo la tesi di dottorato di Tomas Heck dedicata a Giuliani nel 1970, la pubblicazione da parte di Tecla, e ad opera del suo fondatore Brian Jeffery, dell’opera omnia in facsimile di Fernando Sor e Mauro Giuliani. Fu un passo enorme verso una consapevolezza del valore delle fonti originali, rese per la prima volta accessibili a tutti, e della necessità di rispettare le intenzioni dei compositori senza «metterci mano» arbitrariamente. Leggendo in internet un’intervista rilasciata da Eduardo Fernández a una rivista del suo Paese, ci siamo resi conto che nel 2021 il chitarrista uruguaiano – autore di molti contributi importanti apparsi su «il Fronimo» – ha festeggiato i cinquant’anni dall’inizio della sua carriera concertistica. Il concerto faceva parte del premio per la vittoria a un concorso della Gioventù Musicale e il programma comprendeva la Frescobalda, Bourrée e Double della Partita in Si minore di Bach, quattro Studi di Sor, la Sonata n. 2 di Santorsola, il Choros n. 1 di Villa-Lobos. A causa della pandemia, quest’anno, vissuto da tutti in isolamento e senza concerti, non era proprio l’ideale per questo tipo di festeggiamenti. Ci auguriamo di recuperare l’anno prossimo.
E a proposito di ricorrenze: vi ricordiamo che «il Fronimo» festeggerà i suoi cinquant’anni nel 2022. Vorremmo preparare un numero 200 all’altezza della situazione. Perciò invitiamo i nostri collaboratori vecchi e nuovi ad inviarci proposte di articoli (o gli articoli stessi) che eventualmente potrebbero apparire sul numero celebrativo, estendendo l’invito anche a lettori e abbonati ad inviarci i propri pensieri, valutazioni, ricordi del cinquantennio 1972-2022.

Restiamo in attesa di leggervi.
il Fronimo rivista di chitarra,  edizioni il Dialogo  via Orti, 14    20122 Milano - webmaster@figaro.it