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Sommario numero 178
aprile 2017


Editoriale

Ricerche e approfondimenti


Gli autografi di Mauro Giuliani,
di Marco Riboni

La chitarra in Spagna e,
in particolare, a Madrid durante la seconda metà del secolo XVIII e gli inizi del secolo XIX
di Ricardo Aleixo

La chitarra di Fernando Sor
di Eduardo Fernández (II parte)


In Memoriam


Roland Dyens (1955-2016)
Paolo Muggia (1935-2017)
Antonio Barbieri (1920-2017)
di Francesco Biraghi

Recensioni Libri Dischi

Musiche Novità editoriali
e discografiche

Corsi e concorsi



Stefano Grondona
"Nocturnal"


CD Stradivarius
Ordina
(spese di spedizione incluse)

Francisco Simplicio
Francisco Simplicio - Luthier
Diego Milanese - Umberto Piazza

CD OMAGGIO 2015



Mauro Giuliani

Rarities and Masterpieces

Der Abschied derTroubadors
Sei arie nazionali scozzesi
2 Rondò op. 68
Sechs lieder op. 89
Gran variazioni op. 114

Massimo Felici & Ensemble '05
Damiana Mizzi, soprano
Antonia Valente, fortepiano
Friederike Starkloff, violino



Davide Ficco, l'opera integrale di
Bruno Bettinelli
cd Naxos in tiratura limitata,
disponibile solo presso la nostra redazione
(anche per i non abbonati)

Editoriale del n° 178 aprile 2017

È tutto dedicato all'Ottocento questo numero della nostra rivista, per pura coincidenza certamente. Vi sono tre lunghi articoli di carattere diverso. Vediamoli uno a uno. Dopo il contributo dedicato a Luigi Boccherini e alla sua Sinfonia concertante, comparso sul numero dello scorso gennaio, Marco Riboni torna al suo campo di ricerca preferito, ossia Mauro Giuliani. L'argomento dello scritto è incentrato sui suoi manoscritti autografi, documenti rari (sono solo otto composizioni) e assai preziosi. È la prima volta che si affronta questa importante tematica, anche perché per poterlo fare è ovviamente indispensabile avere sott'occhio tutto il materiale proveniente dalle varie biblioteche, operazione che oggi, con gli attuali sistemi di ricerca e comunicazione, è molto, ma molto più semplice rispetto a venti e più anni fa, quando cioè Riboni iniziò le sue ricerche su Giuliani. Oltre ad analizzare dettagliatamente i testi originali in tutte le loro peculiarità grafiche e stilistiche, l'autore ha accuratamente confrontato gli autografi con le rispettive prime edizioni e dalla collazione di queste fonti emergono non pochi spunti d'interesse riguardanti sia le relazioni fra Giuliani e i suoi editori, sia alcune questioni strettamente musicologiche che portano a conclusioni non così scontate riguardo alla gerarchia delle fonti stesse e che tendono addirittura a mettere in dubbio la sacralità assoluta del manoscritto autografo.

Il secondo articolo è firmato da Ricardo Aleixo e riguarda la diffusione della chitarra nei diversi strati sociali madrileni e, più in generale, in tutta la Spagna fra la metà del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. Le informazioni sono tratte dai libri che i ricchi e colti viaggiatori europei scrivevano come resoconti del loro soggiorno in terra iberica, resoconti che oltre ad avere la classica forma del diario di viaggio assumevano la valenza di vere e proprie guide turistiche destinate a informare i loro connazionali circa gli usi e i costumi delle popolazioni locali. Da questi racconti emerge in maniera inequivocabile che la chitarra era pienamente inserita e onnipresente nella vita sociale e professionale in tutta la Spagna, tanto da essere definita, e a ragione, come vero e proprio strumento nazionale. Numerosi sono gli aneddoti citati riguardo alle istintive capacità esecutive degli Spagnoli che i viaggiatori provenienti dai laboriosi Paesi del nord Europa spesso associavano a una certa indolenza caratteriale e commentavano con malcelata superiorità. Insomma, un interessante (e divertente) affresco che permette di comprendere la nascita e la diffusione del tradizionale luogo comune "chitarra-Spagna".

L'ultimo articolo è la seconda (e ultima) parte dello studio di Eduardo Fernández dedicato a Fernando Sor. Fernández cerca di applicare i principi enunciati da Sor nel proprio Metodo per trovare le diteggiature adatte a esprimere le intenzioni del compositore e per risolvere numerosi passaggi delle sue opere che secondo il dogma moderno di "un dito per tasto" risultano problematiche e scomode. Sotto la sua lente d'ingrandimento finisce anche la scrittura di Sor, estremamente meticolosa per quanto riguarda l'articolazione e la conduzione delle voci. Ecco così delinearsi una mano sinistra "nomade" e non statica e l'uso della pratica dell'allargamento a volte con la partecipazione di tutto il braccio. Alcune soluzioni potrebbero sembrare strane o quasi impossibili, ma noi vi consigliamo di provarle con una chitarra "comoda" (o con l'aiuto di un capotasto se il vostro strumento è troppo grande) e chissà, forse vi saranno delle sorprese. In ogni modo, visto che Sor ha messo tanta cura nella stesura delle sue opere e del suo Metodo, meriterebbe uno sforzo maggiore per essere compreso in base ai suoi criteri e non tramite il filtro delle regole stabilite nel periodo post-tarreghiano.
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