Sommario Fronimo N 115,  luglio 2001

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Incontri :

Intervista a Ronald Purcell
di Lorenzo Micheli

Ricerche e approfondimenti:

Contemporanea o insolita
di Arturo Tallini

Le opere per chitarra di Reginald Smith Brindle
di Antonio Borrelli (parteVI)

Le fughe per liuto di J. S. Bach.
4. Preludio in sol min. BWV 995
di Paola Brino

In memoriam

Edward Neill
di Alberto Cantù

Risonanze

e inoltre recensioni di libri, musiche e dischi.

Notizie su corsi e concorsi.

Idee a confronto

La bottega della chitarra

EDITORIALE
Un breve commento su alcuni argomenti affrontati in questo numero.
Si conclude la serie di analisi delle fughe di Bach con il Presto dal Preludio della Suite BWV 995. Spesso questo brano si affronta con una certa superficialità, in quanto nel titolo non compare alcun accenno alla sua struttura formale. In realtà ha tutte le caratteristiche di una fuga e come tale andrebbe interpretato con la dovuta attenzione per evidenziare tutte le peculiarità strutturali – soggetto, controsoggetto, risposte, divertimenti ecc. In appendice all’articolo vi è la seconda parte del glossario (la prima parte è apparsa sul n. 111) che speriamo sia utile a chi ha bisogno di un ripasso della terminologia tecnica riguardante la fuga.
Confidiamo nel  proseguimento della collaborazione con Paola Brino per poter presentare nel prossimo anno una serie di analisi di brani importanti del nostro repertorio. Anzi, possiamo già anticipare che, molto probabilmente, nel prossimo numero inizieremo l’esame della Sonata di Alberto Ginastera.
La novità di questo numero è l’articolo di Arturo Tallini Insolita o contemporanea?, novità consistente non tanto nell’argomento, visto che più volte sono state prese in considerazione composizioni della Nuova Musica, quanto piuttosto nell’approccio metodologico con cui l’argomento viene trattato e nello stile colloquiale, alquanto insolito per la nostra rivista. Non è certo una novità la resistenza opposta da gran parte degli allievi quando si tratta di studiare brani di musica contemporanea: spesso si fa ricorso all’escamotage di scegliere dei pezzi che di contemporaneo hanno solo la data di composizione, mentre in realtà vedono l’impiego di stili e linguaggi per nulla innovativi; l’esecutore si può quindi permettere di attivare una sorta di “pilota automatico”, piuttosto che usare l’immaginazione, la riflessione e la capacità analitica necessarie per comprendere e rendere proprio il mondo creativo dei compositori di oggi. Speriamo che la lettura di questo articolo e l’identificazione con il personaggio di Giovanni, impegnato a districarsi per la prima volta fra i problemi presentati dalla Nuova Musica, possa stimolare la curiosità e incoraggiare anche i più restii alle novità di fare il primo passo verso l’esplorazione di quella che, in fin dei conti, è la musica del nostro tempo.
Nella rubrica delle “Idee a confronto” si affrontano due problematiche che coinvolgono per varie ragioni tutto il nostro ambiente. La prima lettera riguarda la correttezza, la solidarietà e lo spirito di collaborazione tra colleghi. Purtroppo, si avverte a volte un cambiamento di tendenza rispetto ai tempi pionieristici, quando i pochi cultori della chitarra manifestavano una gran voglia di contatti e scambiavano con entusiasmo informazioni e conoscenze. Ora che i contatti sono diventati di gran lunga più facili, anziché sostenere una benefica circolazione di idee, molti purtroppo preferiscono rinchiudersi all’interno del proprio orticello per difendersi da chissà quali rivali o “nemici” immaginari. Non ci stancheremo mai di ripetere che un sano “spirito di corpo” non può che essere salutare per il nostro ambiente. Il successo di un collega è un successo di tutto il mondo della chitarra e non andrebbe visto come un’insidia o una minaccia per la carriera e il futuro di tutti gli altri.
Per quanto riguarda la seconda lettera, che affronta l’argomento delle graduatorie, ci siamo un un po’ dilungati nella risposta pensando soprattutto ai lettori più giovani e probabilmente meno esperti nel districarsi fra i meandri della burocrazia.
Come lettura per l’estate abbiamo allegato la quinta puntata della “Giulianiad” che sta avvicinandosi alla conclusione. Il prossimo inserto sarà infatti l’ultimo, poiché la parte rimanente che è sopravissuta è tutta dedicata alla pubblicazione di brani musicali. Noi abbiamo optato per la non riproduzione della parte musicale della rivista inglese, poiché il suo contenuto era di valore incosistente: alcuni frammenti di composizioni note di Giuliani e di Sor, piccoli pezzi di circostanza scritti dagli autori vicini alla redazione della “Giulianiad” o modeste canzonette. Un paio di esempi si possono vedere in questa puntata e in quella precedente. Per quanto riguarda il contenuto di questo numero, vorremmo sottolineare la presenza di molte notizie su personaggi (E. Mounsey, Pelzer, Sagrini, Schultz) presi in considerazione nell’articolo di Peter Pieters I bambini-prodigio della chitarra nella prima metà dell’Ottocento (“il Fronimo”, n. 100, luglio 1997, pp. 77-101). È inoltre strano notare come in tutte le puntate non compaia mai il nome di Giulio Regondi che proprio negli anni Trenta era in attività in Inghilterra come famoso enfant prodige. Era forse un pericoloso concorrente degli editori della “Giulianiad” che, guarda caso, erano proprio quei Pelzer e Nüske tanto frequentemente citati nella rivista? Indubbiamente il mondo della chitarra era in crisi e si temeva l’emarginazione a causa del successo del pianoforte e delle grandi sonorità del sinfonismo romantico. Secondo noi però la decadenza dello strumento era dovuta anche alla mediocrità e al basso profilo dei suoi rappresentanti. Ma se tralasciamo per un momento la triste situazione cui stava andando incontro la chitarra, non possiamo fare a meno di cogliere alcuni tratti di esilarante comicità involontaria, causata dagli spasmodici tentativi degli scriventi di difendere le qualità, a loro avviso, più importanti dello strumento.