il Fronimo, fondato nel 1972

Ricerche e approfondimenti, interviste, notizie di corsi e concorsi, recensioni di CD, libri e spartiti.
Con cinquant'anni di vita e 200 numeri pubblicati il Fronimo è una delle più longeve e prestigiose riviste in campo chitarristico a livello internazionale. Un'inesauribile fonte di informazioni, un'enciclopedia della chitarra a portata di mano. Uno strumento indispensabile per gli studenti di triennio e biennio, un
appuntamento culturale per gli appassionati.
Tra i nostri collaboratori: 
Francesco Biraghi, Antonio Borrelli, Elena Càsoli
Mario Dell'Ara, Eduardo Fernandez, Brian Jeffery 
Josep M. Mangado, Evangelina Mascardi, Lorenzo Micheli,
Andrea Monarda,, 
Giulio Odero,
 Danilo Prefumo, Marco Riboni, FrédéricZigante


l'editoriale


2 0 0 !  Un bel traguardo, non c’è che dire. Ne siamo orgogliosi e non possiamo che ringraziare tutte le persone che hanno lavorato per renderlo possibile. Collaboratori di lungo corso, studiosi che da tutto il mondo ci hanno inviato i risultati delle loro ricerche, persone la cui firma non appare ma che si sono succedute nel corso degli anni nel compito ingrato di leggere e correggere le bozze. Soprat­tutto ringraziamo gli abbonati che non hanno smesso di seguirci, alcuni addirittura dal primo numero.
Durante il cinquantennio 1972-2022 il mondo della chitarra ha visto svolte, cambiamenti, evoluzioni e rivoluzioni e “il Fronimo” ne è stato testimone. Per chi possiede l’intera collezione è facile accorgersi di come sono cambiati i temi di interesse, i protagonisti della scena concertistica, gli articolisti, il repertorio. Ci rendiamo conto che molti pensano che i cambiamenti della rivista siano sempre dovuti a decisioni prese da chi la gestisce: è vero solo in parte. In realtà “il Fronimo” rappresenta e rispecchia il mondo chitarristico circostante.
Nel 1972 si pensava ancora che la chitarra fosse il tramite più naturale per far rivivere la musica antica sostituendosi al liuto e strumenti affini. Invece, in poco tempo è avvenuta una presa di coscienza da parte dei cultori degli strumenti antichi e i chitarristi hanno dovuto riconoscere che era necessario compiere una scelta. Ruggero Chiesa ha scelto di dedicarsi al repertorio ottocentesco e a interrompere la Storia delle letteratura del liuto e della chitarra, consapevole che ormai quello era un ambito per specialisti del settore; ha invitato dunque diversi liutisti a prendere il testimone e garantire alla rivista la presenza di articoli relativi alla musica antica. La risposta a quell’invito non fu sufficiente per giustificare la parola “liuto” sulla copertina: averla rimossa non è stata quindi una presa di posizione ma una conseguenza dell’evoluzione e specializzazione avvenuta nel mondo liutistico: uno dei più grandi cambiamenti verificati in questi cinquant’anni. Eppure ultimamente si sta riscontrando il fenomeno inverso: sempre più chitarristi tornano a occuparsi degli strumenti antichi in modo serio e consapevole. Il riavvicinamento tra liutisti e chitarristi si manifesta in questo numero celebrativo con una notevole presenza di liutisti e una disposizione degli articoli “ciclica” che vede quasi sempre i contenuti di un articolo collegati, in un modo o nell’altro, con quelli seguenti. Prima di tutto c’è l’intervista a Hopkinson Smith, uno dei testimoni e artefici dell’evoluzione cui accennavamo sopra: negli anni Settanta ha scelto di lasciare la chitarra per dedicarsi al liuto e, in seguito, grazie al suo insegnamento si sono formate schiere di liutisti appassionati e storicamente informati che hanno trasmesso il “verbo” in tutto il mondo. L’intervista è stata realizzata da Evangelina Mascardi (ex chitarrista e poi allieva di Hopkinson Smith) e Frédéric Zigante, tuttora chitarrista che pare sempre più tentato dal liuto.

continua...

sommario n. 200


Editoriale


Incontri:

Intervista a Hopkinson Smith
di Evangelina Mascardi e Frédéric Zigante

Ricerche e approfondimenti
La nascita della musica strumentale
di Paolo Cherici

Paganini nel Novecento. Sulle tracce delle opere per chitarra
tra riviste, pubblicazioni e prime esecuzioni

di Riccardo Del Prete e Danilo Prefumo

La musica da camera nei primi decenni dell’Ottocento
di Jukka Savijoki

La chitarra à la Sagrini
di Erik Pierre Hofmann

I Preludi di Villa-Lobos. Un nuovo sguardo
di Eduardo Fernández

“Mon très admiré Villalobos”.
La corrispondenza tra Andrés Segovia ed Heitor Villa-Lobos
di Frédéric Zigante

Il quaderno di Evangelina
di Evangelina Mascardi

Post scriptum
di Mario Dell'Ara

numero 200

n. 100 - 142 pagine.  - indice -
Contributi di: Elena Càsoli, Erik Stenstadvold, Graham Wade, Stefano Russomanno, Stefano Toffolo, Luigi Nardella,
Peter Pieters e altri.


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indice dal n. 141 al n. 180

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di futura ristampa.

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